ISEE 2017: calcolo online, come fare per le nuove tasse universitarie, novità e cosa cambia

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L’Indicatore della Situazione Economia Equivalente è uno dei dati richiesti al momento dell’iscrizione al nuovo anno universitario e stabilisce i parametri secondo i quali durante il suo percorso di studi, lo studente potrà usufruire o no di borse di studio e agevolazioni economiche. Sempre tramite l’ISEE, viene inoltre stabilito l’ammontare annuale della tasse universitarie, in base dunque al patrimonio familiare. A seguire troverete tutte le indicazioni per scoprire come si effettua il calcolo online dell’ISEE e quali sono le ultime novità relative al pagamento delle tasse universitarie per l’anno 2017.

Procedura per il calcolo online dell’ISEE 2017

Come tutti i servizi INPS visti fino a questo momento, anche il calcolo dell’ISEE dal 2015 va effettuato solo ed esclusivamente online o recandosi presso un CAF o Patronato. L’utente dovrà essere in possesso del proprio codice SPID e potrà così accedere alla sua area riservata attraverso il sito INPS. Per quanto concerne le tasse universitarie, sarà sufficiente richiedere all’Istituto per la Previdenza Sociale la cosiddetta Dichiarazione Sostitutiva Unica che lo studente andrà successivamente ad allegare all’iscrizione universitaria. In ogni caso al momento del login all’interno del sito, l’utente dovrà selezionare la tipologia di servizio richiesto, in questo caso: prestazioni di diritto allo studio universitario. A questo punto si aprirà il modulo in cui le informazioni da inserire saranno: redditi, situazione patrimoniale e componenti del nucleo familiare.

Al momento della compilazione del modulo ISEE 2017, secondo le ultime novità introdotte, uno studente deve essere dichiarato a carico dei genitori anche se risiede autonomamente in un’altra zona. Lo studente potrà dichiarare di essere mono-reddito solo ed esclusivamente se: al momento della domanda di iscrizione al corso di laurea ha la residenza da almeno due anni al di fuori dell’unità abitativa della famiglia di origine e se ha un’adeguata capacità di reddito autonomo in grado di potersi mantenere. Terminata la procedura di inserimento dei dati, entro quindici giorni dalla sottoscrizione di questo modulo, sarà l’INPS a inviare all’utente in forma digitale e cartacea il modulo ISEE 2017, i cui dati dovranno essere inseriti nel portale dell’Ateneo di riferimento dello studente universitario.

Tasse universitarie 2017: novità

Al momento dell’iscrizione al nuovo anno accademico, lo studente dovrà inserire tutti i dati numerici contenuti nel modulo ISEE inviatogli direttamente dall’INPS e a questo punto verrà automaticamente collocato in una fascia di reddito. In alcune Università basta compilare la cosiddetta autocertificazione reddituale, in cui l’utente si assume la responsabilità riguardo la veridicità dei dati inseriti. Per prima cosa ogni studente una volta inseriti i dati, sarà tenuto a pagare la tassa d’iscrizione, che è uguale indipendentemente dalla fascia reddituale alla quale si appartiene. Le altre tasse universitarie seguiranno invece delle tabelle specifiche; se lo studente ad esempio dichiara di possedere un ISEE compreso nella fascia di reddito di 23.000 e 25.000 euro, sarà tenuto a pagare la seconda rata di 120 euro, mentre se si dichiara di possedere un reddito tra 0 e 15.000 euro, secondo la normativa vigente in questo 2017, lo studente è direttamente esonerato dal pagamento della tassa possedendo un reddito di gran lunga inferiore alla media.

L’ammontare dell’ISEE è utile anche per usufruire di servizi e agevolazioni fiscali messe in atto da ogni singolo Ateneo; ad esempio uno studente esonerato dalle tasse potrà anche concorrere per l’assegnazione delle borse di studio; in questo caso si terrà conto però anche della media e della carriera universitaria dello studente. Le tasse universitarie vengono pagate di norma a: inizio ottobre (tassa d’iscrizione), fine marzo (seconda rata che si può rateizzare in una terza) e fine luglio (terza rata). In caso di mancato pagamento, l’Ateneo può decidere di far trascorrere da dieci a quindici giorni prima di applicare una mora di euro trenta.

Last modified: 8 gennaio 2017