Meningite Italia 2016-2017: zone dove è a rischio, come riconoscerla

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Torna a spaventare l’Italia il rischio della diffusione della meningite. Scopriamo quali sono al momento le zone considerate a rischio e come è possibile riconoscere questa malattia attraverso i suoi sintomi.

Meningite Italia 2016-2017: zone più colpite

Attualmente le zone più colpite dal ceppo sembrano essere quelle dei territori toscani e emiliani. Gli ultimi ricoveri registrati riguardano un signore anziano che si trova al momento sottoposto ad una cura antibiotica ed è sotto osservazione in ospedale in provincia di Fermo, un bambino di quattro anni ricoverato al Policlinico di Milano e purtroppo anche i casi di due giovani invece deceduti in Toscana. I parenti o gli amici che hanno avuto un contatto con i soggetti malati di meningite sono stati tutti preventivamente vaccinati. E’ la Toscana comunque al momento, la regione che sembra avere il più alto numero di bambini vaccinati negli ultimi mesi.

Sul vaccino vi sono molte opinioni contrastanti e anche se quasi tutti i medici raccomandano di sottoporsi ai vaccini contro il meningococco C periodicamente, ammettono che quest’ultimo non è sempre efficace e alcune persone possono ammalarsi anche se già sono state vaccinate. In ogni caso sottoporsi al trattamento antibiotico e al vaccino, restano le uniche due soluzioni valide per arginare la malattia della meningite.

Quali sono i sintoni della meningite e come riconoscerla in tempo

La meningite si presenta sotto forma di infiammazione delle meningi, ovvero delle membrane che hanno la funzione di rivestire il sistema nervoso centrale. La diagnosi di questa malattia purtroppo arriva tardi per il semplice fatto che i sintomi che i pazienti avvertono sono simili e spesso identici a quelli di una normale influenza. Normalmente si registra un forte innalzamento della temperatura corporea che viene associato a dolori muscolari, tensione nervosa, mal di testa, senso di nausea, ma anche sonnolenza e scarsa reattività agli stimoli.

La trasmissione della malattia avviene per via virale, motivo per cui alla fine l’unica misura preventiva realmente efficace si rivela essere la vaccinazione preventiva. Il miglior rimedio risiede come sempre nella prevenzione autonoma, dunque bisogna rispettare le norme basilari  per l’igiene personale, bisogna lavarsi spesso le mani, non si deve assolutamente stare a stretto contatto con persone malate e soprattutto si deve evitare di condividere effetti personali con queste persone. Prima di giungere a conclusioni affrettate è bene dire che solo un medico può accertare il riconoscimento della meningite e soprattutto del tipo, visto che esistono tre tipologie differenti di questa malattia batterica.

La sintomatologia della meningite è legata all’aumento di pressione endocranica; per tentare di riconoscere la malattia si può effettuare sul paziente il cosiddetto “test della camminata”, che consiste nel far alzare il soggetto in questione dal letto una volta che la temperatura corporea ha superato i 38 gradi. Se il paziente riesce a muovere dei passi nonostante l’affaticamento e le vertigini, si prosegue con una cura come per una normale influenza virale, dunque a base di antibiotici e paracetamolo; ma se in  caso contrario, il soggetto malato non riesce neppure a sostenere il proprio peso e cade a terra, allora è meglio procedere con altre cure più idonee per contrastare l’eventuale insediamento della meningite rivolgendosi al proprio medico di famiglia o recandosi in ospedale.

Last modified: 20 Dicembre 2016