Siri abbandona Microsoft e sceglie Google

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Siri, l’assistente vocale Apple, in questi ultimi giorni ha cambiato motore di ricerca: abbandonato Bing, lo strumento sviluppato da Microsoft, è da poco avvenuto il passaggio che ha portato Google su Siri!

Cos’è Siri?

Siri è l’assistente digitale di casa Apple presente sui dispositivi iOS, macOS, watchOS e tvOS, quali iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e Apple TV. Fino ad ora, per le richieste per le quali non era in grado di trovare una risposta, il nostro aiutante tecnologico si affidava al motore di ricerca Bing.
Da qualche giorno invece l’assistente digitale del vostro iPhone (e di tutti gli altri dispositivi di casa Apple) utilizza il motore di ricerca del colosso di Mountain View per scandagliare la rete e trovare la risposta migliore ai vostri quesiti.

Come è nato Siri

Siri originariamente era stata prodotta da Dag Kittlaus della SRI International come app autonoma per iOS (sì, avete capito bene: Siri non è nata da un’idea Apple!) e resa disponibile sul canale Apple Store.
Nei progetti iniziali dell’azienda c’era l’intento di sviluppare e di realizzare anche le versioni per Android e BlackBerry.
Tuttavia la Apple rimase incredibilmente colpita da questa app innovativa e avviò le procedure per la sua acquisizione: questo è il motivo per cui non è poi mai stata sviluppata per altre piattaforme. Dag, un imprenditore norvegese, fu contattato personalmente da Steve Jobs: la trattativa ovviamente non fu difficile e Siri passò alla Apple per la cifra di 200 milioni di dollari.

Cosa si può fare con Siri

Siri è uno strumento utilissimo per velocizzare l’utilizzo del tuo device, soprattutto nei momenti in cui non è possibile fermarsi e scrivere.
Con Siri possiamo conoscere le previsioni meteo e scoprire come sarà il tempo in un giorno particolare, trovare la strada migliore per raggiungere la nostra destinazione, postare un aggiornamento di stato su Facebook o un tweet, scrivere una email, un SMS, un whatsapp o un qualsiasi appunto di testo, sapere i risultati e le classifiche del campionato di calcio, lanciare applicazioni, riprodurre musica, informarci sui programmi tv della giornata o sugli eventi che possiamo trovare nei teatri o nelle piazze.

Google Siri: come nasce questa unione

La nascita del binomio Google Siri era stata preceduta dalla scelta di Safari, il browser installato di default su tutti i dispositivi Apple, che era passato da Bing a Google come motore di ricerca predefinito.
In quel caso però è ovviamente sempre possibile modificare nelle impostazioni la scelta del motore di ricerca predefinito da utilizzare.
Questa scelta non può invece essere effettuata su Siri, salvo chiedere specificamente, per ogni singola necessità, di utilizzare il motore di casa Microsoft.

La reazione di Microsoft

In seguito al duro colpo che inevitabilmente costerà tanto in termini di accessi al motore di ricerca della Microsoft a favore del suo rivale, è comunque arrivata una risposta ufficiale di Microsoft che ha sottolineato che il connubio tra Bing e l’assistente vocale presente sui dispositivi della casa di Cupertino continuerà: i device Apple continueranno ad utilizzare ad utilizzare Bing Image Search in via predefinita per quanto riguarda la ricerca delle immagini.
L’arrivo di Google su Siri, almeno per ora, riguarderà invece tutte le ricerche web per le quali Siri non è autonomamente in grado di fornire una risposta al quesito dell’utente. In altre parole se effettuerete una ricerca sul web l’assistente virtuale di Apple su iPhone, iPad e Mac andrà a consultare i risultati di Google, mentre se cercate un’immagine farà affidamento a quelle di Bing.

…e quella degli utenti

Probabilmente gli utenti Mac e iOS saranno contenti di apprendere questa notizia dell’introduzione di Google su Siri, soprattutto partendo dalla considerazione di cui gode il motore di ricerca: Google infatti è il dominatore assoluto del mercato e non sorprende che anche Apple abbia deciso di affidarsi alla grande G che, secondo le ultime stime, detiene l’86% del mercato mondiale desktop, contro l’esiguo 5% di Bing.
E anche negli Stati Uniti, dove Microsoft ha una fetta più importante di questo mercato, il rapporto percentuale si sposta ma rimane comunque decisamente sbilanciato: 76% contro 12%.

Perché Siri è passata a Google

La scelta ufficialmente è stata dettata dalla volontà di equiparare i risultati dell’assistente vocale a quelli del browser Safari conferendo una maggiore coerenza ai device nel loro complesso.
Una scelta di coerenza e linearità che permette di restituire agli utenti i medesimi risultati sia in caso di utilizzo di Siri che in caso di accesso al browser.
Certo, a voler essere pignoli ed anche piuttosto maliziosi, appare probabile che abbiano influito anche i 3 miliardi di dollari che, secondo una notizia trapelata quest’estate, Google verserebbe ad Apple in conseguenza di questa manovra.
Un’operazione che garantirebbe a Google, già gigante del mercato, un ulteriore incremento di traffico e, quindi, sempre maggiori introiti pubblicitari inscindibilmente collegati ai grandi numeri che il motore di ricerca è in grado di produrre.

Last modified: 2 ottobre 2017