The Mist: niente seconda stagione per la serie tv

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The Mist, la serie tv tratta dall’omonimo racconto scritto da Stephen King, non avrà una seconda stagione.

La Viacom, il conglomerato di media statunitensi proprietario del canale Spike dove ha debuttato nel giugno di quest’anno la fiction, ha deciso di non rinnovare la produzione per la serie tv.

Si può considerare un fiasco il pubblico raccolto dalla premiere di The Mist sull’emittente americana. Degli 1,2 milioni di spettatori della prima puntata, solo circa 800 mila di loro hanno continuato a seguire gli episodi successivi della fiction. Da qui la decisione definitiva di cancellare lo show.

The Mist, dal racconto alla serie tv

È pur vero che dai racconti e dai libri di Stephen King non è detto che se ne ricavino solo successi. Il Miglio Verde, Shining, Le ali della libertà, sono eccezioni la cui eccellente fattura è dovuta prima di tutto agli artisti coinvolti nella loro produzione. Registi e attori dei film prima citati sono senza ombra di dubbio dei big nel mondo del cinema.

Altre pellicole tratte sempre dalla penna dell’autore originario di Portland non possono essere considerate altrettanto belle. Alcuni sono palesemente dei B-Movie, altri semplicemente non sono riusciti laddove anche i presupposti e le premesse sembravano essere dei migliori.

È proprio ciò che è capitato con The Mist, una serie tv che non è riuscita a incollare allo schermo gli spettatori nonostante le basi più che solide su cui si poteva fondare una narrazione simile. Il racconto da cui è tratta la fiction fa parte della raccolta Scheletri, le cui prime 133 pagine sono occupate dal romanzo breve La Nebbia (traduzione italiana).

Il racconto non è nuovo alla trasposizione audiovisiva. Il 2007 è l’anno in cui The Mist viene riadattato per il grande schermo. Ne nasce un film horror, dall’omonimo titolo, diretto da Frank Darabont e prodotto tra gli altri anche da Bob Weinstein e Harvey Weinstein. Sono proprio questi ultimi due a parlare già all’epoca di una possibile trasposizione in serie tv del racconto.

Negli anni successivi le trattative sono state lunghe e anche solo la ricerca del regista ha impegnato non poco i due produttori. Alla fine la scelta cadde su Christian Torpe, a cui fu anche affidata la scrittura dei 10 episodi previsti per la prima stagione. Restava solo da trovare l’emittente e la relativa commissione. Nel febbraio del 2016 è il canale Spike a visionare il pilota e ad approvarlo, ordinando che vengano prodotti i primi 10 episodi della serie.

Finalmente, nel luglio del 2016 Bob Weinstein e Harvey Weinstein possono veder realizzato il loro sogno: fare di The Mist una serie tv. Hanno così inizio le riprese, che vengono effettuate in Nuova Scozia. Una scelta rivelatasi saggia dato che lo stato della Nuova Scozia decide di contribuire alle enormi spese di produzione, ammontate a circa 23 milioni di dollari, con un finanziamento di circa 5,9 milioni di dollari.

Dopo anni di fatiche e ingenti spese sostenute, The Mist approda infine su Spike. È il 22 giugno 2017 la data della premiere e la serie prosegue, con un numero sempre inferiore di ascolti, fino al 24 agosto. Dal giorno successivo, Netflix ha pubblicato interamente la prima stagione sul suo servizio di streaming, rendendola disponibile anche in Italia.
Il mancato successo ha però portato Viacom a prendere una decisione drastica: il 28 settembre ha annunciato la cancellazione dello show. È stato così vietato a The Mist una seconda stagione o, che dir si voglia, una seconda possibilità.

The Mist, la seconda stagione negata, perché?

Il finale aperto della prima stagione lasciava intendere che gli autori avrebbero voluto proseguire il racconto. Le trame cospirazioniste all’origine della misteriosa quanto micidiale e mortale nebbia lasciavano intuire che il racconto si sarebbe sviluppato in un arco temporale lungo, quanto meno, ben più lungo dei soli 10 episodi esistenti. La coralità dei personaggi e i loro intrecci facevano intravedere qualcosa che sarebbe andato oltre, che si sarebbe evoluto. Eppure non è andata così.
Per The Mist una seconda stagione non ci potrà essere, perché?

Meglio partire dalle basi. Il racconto si sviluppa nella cittadina di Bridgeville nel Maine.
La comunità degli abitanti si trova a dover affrontare un fenomeno strano e anomalo: una fitta nebbia invade e pervade strade e vie, inghiottendo e uccidendo brutalmente chi vi si trova avvolto.
L’unica speranza di salvezza è quella di cercare riparo nei luoghi chiusi.
In The Mist, nella serie tv questi luoghi diventano principalmente la chiesa e il supermercato.

Drammi psicologici, dinamiche dei piccoli gruppi, lotte per la sopravvivenza, logica del sospetto e paranoia sono i temi dominanti nel pugno di persone riparate ora nella chiesa e ora nel supermercato.
Su tutti spiccano i componenti della famiglia Copeland, composta da Kevin, sua moglie Eve e la figlia di lei, Alex.
Kevin è un ex giornalista, Eve è un’insegnante invisa alla comunità per aver spiegato ai propri studenti come si usa un preservativo e Alex è una ragazza diafana vittima di uno stupro.
Gravitano attorno a loro Adrian, amico gay di Alex, e un militare affetto da amnesia giunto in città non si sa come.

È proprio sui personaggi che la serie fa cilecca. Da tutti è stato criticato il fatto che non ci sia immedesimazione con i protagonisti, che sembrano artefatti finti e distanti, costruiti ad hoc per la serie ma senza alcuna caratterizzazione reale.
Eppure in un racconto così incentrato sulle dinamiche sociali, sulla costruzione psicologica dei suoi soggetti, la verosimiglianza dei membri del cast diventa un presupposto fondamentale.
La principale critica avanzata nei confronti di The Mist infatti è che la serie tv non riesce a creare empatia e a comunicare il dramma umano. Un vero peccato.

Last modified: 6 ottobre 2017