Pooh, 50 anni di carriera, tornano insieme prima dell’addio: “Resteremo amici per sempre”

Written by | Intrattenimento

Per festeggiare i 50 anni della loro straordinaria carriera, iniziata ufficialmente nel 1966, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian avrebbero potuto lanciare una raccolta in triplo cd, accompagnata da un tour celebrativo. Ai loro fan sarebbe bast ato, ma ai Pooh, si sa, è sempre piaciuto fare le cose in grande, e anche questa volta non si sono smentiti. Prima di tutto hanno curato rinedita collezione . Poi sono riusciti a fare quello che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile: convincere Stefano D’Orazio a rientrare nel gruppo, sei anni dopo il suo abbandono. Non ancora contenti, hanno realizzato un altro sogno del grande popolo dei Pooh: rivedere e riascoltare Riccardo Fogli nella band.

Ed eccoli qui, tutti e cinque, nelle foto esclusive scattate a Verona sul set del video della nuova versione di «Pensiero», primo passo di un lungo percorso che culminerà nel 2016 con due imperdibili concerti negli stadi: il 10 giugno a Milano (San Siro), il 15 giugno a Roma (Olimpico). Per svelarvi e in anteprima tutti i dettagli di questa incredibile riunione, i Pooh hanno scelto Sorrisi. Quando avete deciso di festeggiare in questo modo i 50 anni?

«Ci abbiamo sempre pensato, ma era una speranza» spiega Roby. «Niente poteva garantirci che ci saremmo arrivati, perché rimanere in attività così a lungo per un gruppo ha davvero del miracoloso. Purtroppo non ci sarà Valerio Neghili (ex batterista dei Pooh e autore di quasi tutti i testi, scomparso nel 2013, ndr), ma io voglio credere che lui sia ancora qui, avverto la sua presenza anche in questo momento».

Riccardo Fogli, come ha reagito quando le hanno chiesto di rientrare nei Pooh?«La chiamata è arrivata lo scorso anno. Roby mi ha detto: “Senti, abbiamo questa idea, t u che fai? Ci devi pensare?”. “No” ho detto. “Io ci sono, però ci sarà da emozionarsi fino alle lacrime ogni sera”. Mi è venuto un groppo allo stomaco pensando ai brividi che proveremo sul palco, sarà difficile trattenere quell’emozione forte che ti chiude la gola». Adesso dovrà imparare le canzoni che i Pooh hanno inciso dopo la sua uscita dal gruppo…
«Ma io le conosco già tutte, non ho mai smesso di sentirmi uno dei Pooh e sono sempre rimasto un loro fan. Del resto, girando l’Italia con i miei concerti, è sempre capitato che qualcuno mi chiedesse se ci fosse la possibilità di una riunione». «E tu ci speravi?» interviene Roby. «Non ce la facevo» risponde Riccardo. «Era una speranza troppo coraggiosa, ma nei miei sogni segreti sì, lo speravo».

Stefano, come hanno fatto a convincerla a tornare? Sei anni fa lei aveva escluso ogni possibilità di un ritorno. «Quando sono uscito dai Pooh, con Roby, Dodi e Red ci siamo dati un appuntamento per un eventuale 50° compleanno. Avevo promesso che avrei partecipato alla festa, ma non immaginavo che il party sarebbe diventato un concerto, anzi due, negli stadi. Quando me Phanno chiesto, però, non ho potuto dire di no. E così ho cercato la forza per riprendere le bacchette. All’inizio è stata dura, le mani sanguinavano, ma lavorando alla nostra maniera, con la dedizione che ci ha sempre caratterizzato, ce l’abbiamo fatta. E ora sono pronto a salire sul palco per raccontare la storia dei Pooh attraverso 50 anni di canzoni».

Red, a che punto è la preparazione dei concerti? «Sarà la più grande produzione nella storia dei Pooh. Come sempre stiamo investendo moltissimo, del resto questa non è un’operazione per guadagnare ma per dare. Riporteremo sul paleo tutte le innovazioni che noi abbiamo introdotto in Italia e che hanno fatto la storia dei Pooh dal vivo. Non dimentichiamo che noi siamo stati i primi a usare il laser, il ghiaccio secco, i botti, le fiamme… Vasco Rossi ci ha detto che veniva a vedere i nostri concerti per capire come si facevano i grandi live».

Avete già definito la scaletta? «Di certo i concerti dureranno almeno tre ore, ma anche così sarà impossibile riproporre tutte le canzoni più amate dal nostro pubblico. Alcune le inseriremo nei medley, alt re però resteranno fuori. Ci saranno comunque tutte le sfaccettature della nostra musica: le canzoni d’amore, quelle più impegnate, i brani epici e quelli sinfonici». Chi vi aspettate di vedere ai vostri concerti? «Una versione allargata del popolo dei Pooh» dice Red. «Negli ultimi tour avevamo il nostro pubblico, quello dei veri fan. Credo che questa volta invece avremo anche quelle persone che magari hanno visto un solo nostro concerto, quando erano giovani, ma vorranno esserci per questo compleanno a cinque». Interviene Dodi: «Verrà Piccola Katy con la figlia e i nipoti, tutte le generazioni che hanno vissuto la nostra musica». «Anch’io porterei mio figlio a vedere la storia dei Pooh» conclude Red «perché è un esempio di umanità, compattezza, amicizia e serietà di impegno lavorativo».

Perché avete scelto di reincidere in chiave rock «Pensiero» per lanciare questo nuovo progetto? «Avevamo bisogno di dare un segnale di quella che è stata la nostra storia, mettendola al passo coi tempi» spiega Dodi. «È stata una scelta difficile, perché ci sono altri brani più energici come “Chi fermerà la musica” e “Amici per sempre” che potevano sembrare più adatti. Ma abbiamo preferito stravolgere “Pensiero” per mostrare la nostra anima rock».

Per Sorrisi avete riorganizzato tutto il vostro repertorio in 15 cd. Che criterio avete seguito? «Grazie alla dedizione di Michaela Sangiorgi, che conosce ogni sfumatura di ogni canzone, abbiamo diviso le canzoni per temi: l’amore, l’amicizia, il sociale, i brani che parlano di noi. Una maniera nuova di rileggere la nostra storia che piacerà tantissimo, ne siamo sicuri». Roby, lei è Punico ad averli vissuti tutti questi 50 anni. Del periodo con Riccardo quali sono i ricordi più cari?

«Mi viene in mente il giorno del 1971 in cui “Tanta voglia di lei” conquistò il primo posto in “Hit Parade”. Riccardo era a casa mia, ascoltavamo il programma di Lelio Luttazzi. La settimana prima il nostro 45 giri era ottavo, quindi mai avremmo pensato di essere salit i in sette giorni al primo posto. E invece andò proprio così».
Riccardo, nel testo di una sua vecchia canzone, «Alla line di un lavoro», lei dice di non avere mai risposto alla domanda «Che pensa dei suoi vecchi amici?». Oggi se la sente di rispondere?
«Non ho mai risposto perché sapevo che qualsiasi cosa avessi detto, ci sarebbe sempre stato qualcuno che vi avrebbe trovato una sfumatura negativa. La verità è che non servono le parole: la risposta è il nostro essere insieme qui oggi, tutti e cinque».

Last modified: 30 Settembre 2015